Capo Figari: trekking e calette nascoste a Golfo Aranci
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Capo Figari: trekking e calette nascoste a Golfo Aranci

3 min di lettura · Villa Cala Sassari

Un promontorio protetto fatto di sentieri, memorie di guerra e calette raggiungibili solo a piedi o a nuoto. Come camminare e fare snorkeling a Capo Figari, a quindici minuti dalla villa.

© Photo by Gianni Careddu

Capo Figari, trekking e snorkeling: le calette nascoste — Golfo Aranci

Capo Figari è il promontorio selvaggio che chiude la costa a nord di Golfo Aranci: un massiccio calcareo protetto, alto 342 metri, percorso da sentieri e orlato di calette che si raggiungono solo a piedi, a nuoto o a colpi di pagaia. Si trova a circa un quarto d'ora d'auto da Villa Cala Sassari, a Punta Pedrosa: abbastanza vicino perché una mattinata sui suoi sentieri lasci il pomeriggio libero per la piscina.

Il trekking di Capo Figari: il sentiero del semaforo

Il percorso principale parte da Cala Moresca, appena oltre le ultime case di Golfo Aranci, e sale con regolarità tra ginepri, lentischi e corbezzoli. Supera la batteria militare Luigi Serra, postazione della Seconda guerra mondiale, e raggiunge il vecchio semaforo in vetta: 342 metri sul mare, con Tavolara a riempire lo sguardo e, nelle giornate più limpide, la Corsica all'orizzonte. Andata e ritorno fanno circa otto chilometri; il tracciato è lineare, quindi si può tornare indietro in qualsiasi punto. Fu proprio da questo semaforo che, nel 1932, Guglielmo Marconi condusse pionieristici esperimenti radio a onde corte con il continente.

Le calette, e dove fare snorkeling

Cala Moresca è divisa in due spiaggette dorate all'ombra dei pini, di fronte all'isolotto piramidale di Figarolo; alle sue spalle resiste una fornace da calce dismessa, testimone del passato estrattivo del promontorio. Un sentiero più ruvido prosegue verso Cala Greca, stretta insenatura di sassi la cui acqua trasparente e i fondali rocciosi offrono il miglior snorkeling del promontorio — murene, stelle marine e branchi di saraghi tra i massi — e poi verso l'appartata Cala del Sonno. Sul versante nord, Cala Sabina ha il suo dolce sentiero ad anello.

Quando andare

Primavera e autunno sono ideali per il trekking completo del semaforo; a luglio e agosto il sentiero, esposto, va affrontato alle prime luci. Le calette, al contrario, danno il meglio d'estate, quando l'acqua calma e tiepida premia uno snorkeling lento. Le giornate invernali possono essere splendide per camminare, con la macchia profumata e i sentieri vuoti.

Consigli pratici

L'auto si lascia al parcheggio a pagamento prima di Cala Moresca e si prosegue a piedi; su tutto Capo Figari non ci sono punti di ristoro, quindi portate più acqua di quanta ne sembri necessaria, oltre a protezione solare e scarpe adatte. Mettete nello zaino maschere e scarpette da scoglio per le calette di sassi e restate sui sentieri segnati: il promontorio è un sito protetto di importanza comunitaria.

Un dettaglio da insider

Poco fuori dal sentiero principale si nasconde il piccolo Cimitero degli Inglesi, dove venivano sepolti i marinai naufragati lontano da casa. Pochi escursionisti notano la deviazione; chi la prende trova uno dei luoghi più silenziosi dell'intero promontorio.

Rientrati in villa, il bilancio della giornata è generoso: una vetta, due calette e uno snorkeling prima di pranzo, poi la piscina riscaldata e nessuno sforzo più impegnativo che scegliere dove cenare. Capo Figari chiede agli ospiti di Villa Cala Sassari un po' di fatica, e la ripaga con gli interessi.

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